É il credo di FPZ per l’anno 2023. Scopri per ogni mese del calendario FPZ storie, curiosità e analogie fra il mondo naturale e l’azienda. Coltiviamo assieme la passione per la sostenibilità, la biodiversità e l’ambiente.

Gennaio

Il barbagianni è un uccello rapace notturno appartenente alla famiglia dei titonidi. Negli ultimi decenni, questi animali leggendari hanno attirato l’attenzione di numerosi scrittori che hanno assimilato la loro figura, piena di suggestioni e di contrasti. Nel 1982 Alberto Moravia pubblica Storie della preistoria, raccolta di racconti con protagonisti animali umanizzati e uno di questi è “Non conviene amare una cicognina”. A dispetto del titolo il protagonista è Barba Gianni, il solitario abitante di un’oscura grotta. Rimanendo in tema di favole e fantasia, i barbagianni non potevano mancare nella saga di Harry Potter, che fa grande ricorso a rapaci di ogni tipo, proprio per la loro associazione al mondo della magia. Sia nei libri che nei film compaiono molti barbagianni come “postini” alati che consegnano lettere. Ed è proprio a un barbagianni che probabilmente Shakespeare si riferisce in alcuni versi della terza parte dell’Enrico VI (atto quinto, scena 4) quando dice: “e chi non voglia combatter per tale speme, se ne vada a letto o, come il barbagianni di giorno in volo, sia oggetto di scherno e meraviglia”. Candidi e paffuti, dal piumaggio luminoso e silenziosissimo, i barbagianni sono estremamente affascinanti e godono di grande fama nella storia e nella letteratura. Descritti come simbolo di saggezza, possenza ed eleganza questi rapaci notturni incarnano i canoni di armonia e potenza di FPZ che offre soluzioni intelligenti nella movimentazione dei fluidi, semplificandola. 


Febbraio

Il pesce pagliaccio noto per i suoi colori vividi e sgargianti è un pesce teleosteo che fa parte della sottofamiglia degli Amphiprioniae. Il Pesce Pagliaccio è diventato una piccola star degli oceani e degli acquari a partire dal 2003 grazie all’uscita del celebre cartone animato della Walt Disney “Alla Ricerca di Nemo” che racconta le avventure di un giovane pesce pagliaccio di nome Nemo curioso e desideroso di scoprire il mondo con tutte le sue sfaccettature. Nemo è un pesce vivace, socievole e cooperativo ed è la metafora perfetta di uno dei 5 pilastri di FPZ: le persone. Il pesce pagliaccio ogni giorno coopera con le anemoni di mare e gli altri pesci per sopravvivere, allo stesso modo il successo di FPZ proviene proprio dalle persone e dalla loro capacità di impegnarsi e fidarsi l’un l’altra per preservare il proprio benessere ed implementare continui piccoli miglioramenti a favore dell’azienda.


Marzo

La coccinella da sempre simbolo di fortuna, abbondanza e felicità appartiene alla famiglia dei coleotteri ed è presente in tutto il mondo con oltre 6000 specie; alcune di esse sono facilmente riconoscibili dal colore e dal numero di puntini presenti sulle loro ali. Questo simpatico insetto è diventato particolarmente popolare tra i bambini e i ragazzi a partire dal 2015 con l’uscita della serie televisiva Miraculous che vede protagonista la giovane Marinette, studentessa della Parigi contemporanea, diventare portatrice del Miraculous della coccinella che le dona i poteri della creazione e della fortuna. Attraverso il suo incredibile ingegno e all’aiuto di altri paladini della giustizia, anch’essi portatori dei Miraculous, la moderna eroina ci insegna che nonostante le avversità attraverso idee creative e a un pizzico di fortuna è possibile trovare una soluzione in qualsiasi situazione. La fortuna nella storia è l’oggetto mancante che viene fornito alla protagonista, attraverso l’evocazione del suo potere, e che le permette di mettere in campo il suo piano per sconfiggere i villains. La filosofia di FPZ funziona proprio come il Miraculous della coccinella! Tra le mani delle persone vengono messi gli strumenti necessari per aiutarle a trovare una via da percorre ma mai la soluzione. Ogni persona ogni giorno si mette in gioco e fa del suo meglio per trovare nuove idee, ragionando su possibili soluzioni e opportunità di crescita aziendale che si riflettono in una crescita personale e professionale. 


Aprile

Per contrastare la frammentazione e semplificazione del suolo derivanti dalle monocolture intensive e dall’aumento di urbanizzazione e per dare nutrimento alle api FPZ ha scelto di piantumare specie autoctone di alberi dall’alto potenziale mellifero per supportare ulteriormente la biodiversità locale con notevoli impatti positivi. FPZ è diventata nel 2021 custode delle api adottando 3 apiari garantendone il benessere e un costante monitoraggio restituendo il giusto valore ad un alimento prezioso come il miele.  

Alcune curiosità sugli alberi e sul miele: 

ll miele è un alimento che ha accompagnato l’uomo dalla preistoria fino ad oggi. Sappiamo che le api sono comparse tra i 50 e i 25 milioni di anni fa, ma le prime testimonianze dell’incontro tra uomo e ape risalgono a circa 10 mila anni fa. Al neolitico risale, infatti, una pittura rupestre rinvenuta a Valencia, a Cueva de la Arana. L’immagine raffigura un uomo arrampicato su un albero o su una rupe, circondato da api in volo. Il cacciatore di miele raccoglie i favi in un cesto utilizzando il fumo per agevolare il suo lavoro. Quella che era iniziata come un’attività saltuaria divenne poi più specializzata: i raccoglitori di miele erano tenuti in grande considerazione e molto rispettati. 

Dalla semplice ricerca di sciami selvatici per la raccolta del miele si passò gradatamente al loro allevamento. Si hanno dati certi di questa pratica nel periodo dell’Antico Egitto, circa 3000 anni prima della nascita di Cristo. Nell’Antico Egitto il miele era un alimento destinato solo alle caste più elevate, ma aveva anche una valenza rituale e veniva impiegato in medicina. Durante gli scavi archeologici, infatti, sono stati ritrovati vasi di miele nelle tombe dei faraoni e si sa che veniva utilizzato anche durante i riti di mummificazione. Era impiegato, inoltre, per curare disturbi digestivi, scottature e ferite. Il miele era talmente importante che veniva utilizzato anche come valuta. 


Maggio

Gli scoiattoli sono creature semplicemente adorabili. Lo scoiattolo euroasiatico in particolare è molto diffuso in Svizzera ed è spesso chiamato scoiattolo rosso o semplicemente scoiattolo. In Europa è l’unico rappresentante del genere scoiattolo, che comprende in tutto il mondo 190 specie. Gli scoiattoli sono tipici abitanti del bosco, la loro presenza pertanto è strettamente legata al tipo di boschi e all’offerta di cibo disponibile. Si nutrono di noci, frutti del faggio (faggine) o semi di abete rosso. Le forti zampe posteriori e la coda cespugliosa sono ideali per arrampicarsi e saltare nel bosco. La coda viene utilizzata dagli scoiattoli anche come coperta per scaldarsi nel nido. Gli scoiattoli nascondono le scorte di cibo nelle cavità negli alberi o in depositi sotterranei, prevalentemente in prossimità delle radici. Questi nascondigli vengono scavati con le zampe anteriori e successivamente ricoperti. Lo scoiattolo è un animale molto positivo e laborioso in quanto sempre alla ricerca di nuove noci. Amano muoversi e fare esercizio e la cosa peggiore per loro è sedersi e non fare nulla. Non hanno paura di agire e investire il loro tempo e i loro sforzi in qualcosa di nuovo e produttivo. Pikachu, il personaggio animato più famoso al mondo e protagonista della serie Pokemon, è ispirato proprio a questo energetico animale. Leale, affidabile e vitale proprio come FPZ, sempre alla ricerca di nuove idee per i propri clienti e desiderosa di offrire servizi efficaci, stabili e sicuri.


Giugno

La colza si presenta con un fusto, la cui misura oscilla fra i 60 e i 90 cm circa, con delle foglie basali e carnose di colore verde scuro e con dei piccoli fiori gialli composti da 4 petali. Questa pianta, conosciuta con il nome scientifico Brassica napus, appartiene alla famiglia delle Brassicaceae ed è un ibrido naturale tra il cavolfiore e la rapa. Le sue origini sono incerte, si pensa che derivi dall’Europa temperata, ciò che è certo è la sua attuale presenza in Cina, in India, in Canada e nell’Europa centrale. Per quanto riguarda la penisola italiana, le coltivazioni di questa pianta si trovano principalmente nella zona settentrionale. È una materia prima molto importante e viene usata come: Olio alimentare, Biocombustibile per i mezzi agricoli per i motori diesel e Ingrediente dalle proprietà emollienti e liscianti. 

Nel torinese, a Collegno nei dintorni di Campo Volo c’è una distesa di colza coltivata che è un piacere per la vista dei passanti; anche a Cherasco nel fondovalle si può ammirare un mare d’oro ed infine nei pressi di Momo – vicino a Novara – i fiori gialli della pianta abbelliscono l’ambiente circostante facendolo sembrare un vero e proprio quadro. Durante il periodo primaverile e fino all’inizio dell’estate, la fioritura della colza regala panorami spettacolari. 


Luglio

Gli alberi sono alleati preziosi nella lotta al cambiamento climatico, perché producono ossigeno e assorbono CO2, intrappolandola nei loro tronchi, rami e radici. Così facendo, migliorano la qualità dell’aria e contribuiscono ad abbassare le temperature sottraendo CO2 dall’atmosfera. FPZ ha deciso di sostenere il progetto di Treedom piantando 600 alberi che assorbono 654.500 Kg di CO2 che basterebbero a riempire 805 tir. Il progetto punta ad avere un impatto positivo non solo sull’ambiente ma anche sulle persone che lo abitano. Per queste ragioni le zone di progetto si trovano principalmente in paesi in via di sviluppo dove i benefici degli alberi potranno davvero fare la differenza. La foresta FPZ prende vita così in Ecuador, Kenya, Madagascar, Nepal e Tanzania ma non solo abbiamo pensato di piantare alberi anche in Italia il paese delle nostre origini e della nostra cultura. Tutti gli alberi piantati rimangono di proprietà dei contadini che, per questo progetto, sono finanziati da FPZ per la produzione delle piantine, la formazione, la distribuzione e la mappatura degli alberi. Le comunità acquisiscono passo a passo competenze che potranno a loro volta trasferire ad altri e che offrono ai contadini un’opportunità di reddito. Le donne sono parte attiva del progetto ricoprendo anche ruoli di responsabilità. Molte si occupano dei compiti più delicati, come praticare gli innesti e geotaggare gli alberi. Nel tempo acquisiscono professionalità e competenze che permettono a ciascuna di loro di avere una propria autonomia economica.


Agosto

C’è un luogo all’interno del Parco dei monti Sibillini che ogni anno offre uno spettacolo eccezionale: la fioritura della lenticchia, prodotto tipico della regione. Questo luogo è l’altopiano di Castelluccio di Norcia. La natura non è soggetta a regole prestabilite e non si può sapere con esattezza quando ciò avvenga. Indicativamente la fioritura è attesa tra fine maggio ed inizio luglio. I campi coltivati a lenticchia esplodono di colori, tingendosi grazie alla varietà della fioritura, contemporanea e spontanea, dei fiori selvatici: narcisi, fiordalisi, genziane, papaveri e viole. A seconda dell’ora in cui si osservano i campi, si possono ammirare nuove tinte e diverse tonalità di colore, tali da trasformare tutti i campi dell’altopiano in una tavolozza multicolore. Nell’agricoltura intensiva i fiori spontanei sono considerati infestanti, qui invece contribuiscono a rendere incantevole questo spettacolo della natura, valorizzando ancora di più la produzione della lenticchia. Così anche in Fpz, la pluralità dei rapporti umani ed il contributo professionale di ciascun membro dell’organizzazione, crea un sistema armonico, di unicità nella diversità, con sfumature di opinioni che, nel rispetto della loro eterogeneità, sfociano in una collaborazione simbiotica. Da un mosaico variegato di forze creative si ottengono risultati di valore: un impegno corale che si perpetua dal passato, si proietta nel futuro, ma mantiene l’attenzione focalizzata sul presente.


Settembre

Uccello comune ma straordinario, l’upupa da più di cinquant’anni è il simbolo della Lipu (Lega italiana protezione uccelli). Grazie al suo aspetto così caratteristico e riconoscibile, l’upupa è uno degli uccelli che, nei secoli, ha affascinato, ispirato e a volte anche spaventato gli esseri umani, popolando leggende, capolavori dell’arte, favole e poesie. È citata nella Bibbia e nel Corano, negli antichi testi Sufi e nelle commedie di Aristofane, nelle poesie di Montale e di Foscolo. Scopriamo di più su questo uccello meraviglioso. Il suo piumaggio è davvero inconfondibile: marrone molto chiaro nella parte superiore e a strisce orizzontali bianco-nere nella parte inferiore. Il becco è piuttosto lungo e sottile e leggermente ricurvo verso il basso. Ma l’aspetto che più caratterizza la silhouette dell’upupa è la sua cresta, un ciuffo erettile di penne con la punta nera che può alzare a piacimento durante la danza nuziale o per spaventare i predatori. L’upupa ha ispirato l’uomo fin dall’antichità per la sua sagoma inconfondibile, il suo piumaggio appariscente e i suoi comportamenti affascinanti. Sono numerose le rappresentazioni di upupe in templi, pergamene e affreschi. Presso le civiltà mediorientali e nell’Antico Egitto l’upupa era considerata un animale sacro e per questo era vietato ucciderla. Simbolo dell’acutezza intellettuale e della saggezza assume un ruolo di guida in molte culture. Anche in FPZ il ruolo di guida o meglio di coach è molto importante per aiutare le persone ad imparare ad utilizzare in modo corrette le proprie risorse e abilità in autonomia per il raggiungimento dell’obiettivo lavorando in sinergia per agevolare il miglioramento continuo. 


Ottobre

Una foresta che respira, alberi che ondeggiano sospinti dal vento, la terra che si solleva e sembra voler esplodere per poi tornare alla normalità, come se fosse un polmone. Questa la scena insolita di fronte alla quale si è trovato un visitatore della foresta del Sacré-Coeur, in Quebec, Canada. A produrre questo effetto straordinario è stata una combinazione di vento forte, piogge e radici. Sarebbe difatti il complesso intreccio sotterraneo che collega tra loro gli alberi della foresta, reso più esposto al vento dalle piogge dei giorni precedenti, ad aver generato la meravigliosa sincronia nei movimenti dei tronchi e del suolo. Un’immagine che ricorda la foresta di Pandora del film Avatar di cui è in uscita al cinema il secondo capitolo nel mese di dicembre 2022. Il tema di Avatar è il rispetto della natura come energia di un essere divino ed è un messaggio prezioso anche per FPZ il concetto di sostenibilità è importante e negli ultimi anni si sta impegnando per ridurre gli spechi in particolare di carta, piantare alberi e proteggere la biodiversità. 


Novembre

Il procione è un animale spirituale molto potente dotato di spiccate capacità di visione notturna. Porta molta fortuna ed è noto per la sua innata curiosità che lo porta spesso ad avventurarsi in luoghi sconosciuti come le città dimostrando così anche un grande spirito di adattamento. Il procione è noto per ricordare alle persone che nella vita si è portati a indossare tante maschere diverse a seconda delle situazioni in cui ci si ritrova. Il procione nell’arco della sua vita è portato ad indossare delle maschere per integrarsi meglio con l’ambiente, le persone e gli altri procioni. La maschera, dunque, non è solo un aspetto prettamente estetico di questo simpatico animale ma anche caratteriale. In FPZ non si indossano maschere ma piuttosto cappelli per pensare. Un metodo utile che consente alle persone di interpretare vari punti di vista liberandosi dagli schemi e mettendosi nei panni degli altri individuando informazioni e dati oggettivi utili per continuare a migliorare.


Dicembre

In finlandese, il nome dell’aurora boreale è “Revontulet“, che tradotto letteralmente significa “luci della volpe“. ll nome deriva da un antico mito finlandese, una favola sugli animali, in cui le luci venivano causate da una volpe magica che spazzava con la coda la neve spruzzandola nel cielo.

 Nei testi di Plinio si narra, invece, come le luci del Nord siano causate da antichi eroi che combattevano nei cieli. Altre credenze che provengono dagli indiani Algonquin credono che Nanahbozho il Creatore, dopo aver finito di creare la terra, si sia trasferito nel profondo Nord, dove ancora oggi accende fuochi che si riflettono a sud per ricordare sempre a coloro che ha creato che il suo amore imperituro. L’aurora boreale è tipica anche dei paesi dove molte leggende raccontano abiti Babbo Natale ed è proprio in questo mese speciale e con questa immagine sensazionale che FPZ riscopre lo spirito del Natale.